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La morte viva che si va accumulando ha preso forma del
fare. Il peccare può essere veniale o mortale, ma nella
coscienza diventa peccato omogeneo.
Alla morte si accompagna: sentire e piacere: mi si fa in
coscienza e memoria. Non la morte per inganno dei due.
Nella toilette che mi fa specchiato, mi sono visto e ho
capito tante cose.


La persona diventa facendo. Diventando gli si compone una coscienza nuova: la Pneumatica: lo Pneuma la fa su, e
noi la deteniamo. Vi accumula ordinatamente tutta la
morte viva dell’amore Paterno che scorre dalla coscienza
istintiva alla razionale, per riversarsi infine nella
Pneumatica. Si fa su con il diventare. Diventare e coscienza
Pneumatica li mette insieme così bene da farli indissolubili.
È opera di quella concezione Paterna di base che
dall’essere passa al fare, e quindi al diventare.
Quella unione forma l’eternità specifica della creatura;
non un’eternità qualsiasi. La sua specificità è di eternità
infernale. L’inferno della creatura è comunione concezionale
tra il suo diventare e la coscienza Pneumatica agentata
dal suo Pneuma.
1) Come fluisce la morte? Fluisce regolata dal fare. Non
dimentichiamo la provenienza della morte dell’amore
che l’Agente mi va accumulando: è quella che ha preso
forma dal fare prima istintivo e poi razionale.
Ogni fare si carica diversamente di amore, a seconda
della sua capacità di portata. Ora di morte dell’amore
ne impegna poco, ora molto, ora moltissimo. Non
abbiamo sbagliato a parlare di peccato veniale e di peccato
mortale. Il peccare infatti ha grandezze diverse.
Poi però, quando si versa nella coscienza Pneumatica e
diventa peccato, le grandezze diverse si perdono in
un’unica massa che va crescendo. Un piccolo esempio:
un secchio si può riempire lentamente con una goccia
dopo l’altra, come si può riempire più velocemente
portando le gocce a un filo di acqua. Nel secchio non
c’è più poi la distinzione tra gocce e filo d’acqua: formano
un’unica massa d’acqua omogenea.
2) La morte dell’amore che scorrendo confluisce nella
coscienza Pneumatica porta con sé due cose inseparabili:
ad ogni sentire si accompagna il piacere: sento che
mi piace. Sentire e piacere fluiscono insieme alla morte
dell’amore, e con essa vanno ad accumularsi nella
coscienza Pneumatica.
a) Per il sentire e il piacere ho chiamato coscienza la
Pneumatica. Ambedue li conosco ora istintivamente,
ora razionalmente, e la conoscenza mi fa pienamente
convinto. Sentire e piacere mi si stampano nella
mia conoscenza, e quindi nella mia memoria, pronte
a riprendere la loro azione nel momento più favorevole.
Coscienza quindi dinamica, e non statica.
b) Ma nessuno sa della morte viva dell’amore Agentato
dal suo Pneuma. Rimane fuori dalla conoscenza.
Infatti, sentire e piacere, nella coscienza Pneumatica
non perdono la loro funzione ingannatrice.
La persona si va sempre più convincendo che sotto
il piacere c’è la vita, e non la morte. Per questo
inganno la persona non ha conoscenza alcuna della
morte dell’amore. La morte dell’amore che si va
accumulando può passare a conoscenza solamente
nella toilette Pneumatica. Solo lo Pneuma con la sua
luce incantevole mi può specchiare. E solo allora mi
sono visto con la mia coscienza Pneumatica: un
ammasso enorme di morte viva, di Agente della
morte, di sentire e di piacere. Adesso sento la mia
coscienza Pneumatica, e mi rendo conto del peggiorare
continuo della persona, nonostante la volontà di
non peccare rinnovata ad ogni Confessione. Ora
sappiamo in quale modo dobbiamo sciogliere la
morte dell’amore che ci si è andata accumulando
razionalmente.

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