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Il peccato è una centrale operativa, con cervello e memoria
elettronica. Nella memoria vi stanno le immagini. Ad
ogni loro movimento c’è l’accensione del peccato. Un
meccanismo quasi tutto razionale. Ritocco. Risentire.
Riagire. Riacconsentire. Ripeccare. Il peccare dei giovani;
il ripeccare degli adulti.


La mia nuova coscienza cristiana: la sostanziata, mi fa convinto della mia libera morte attiva: è la morte che mi
do, componendo così il mio suicidio cristiano.
Me la do al peccare istintivo, il quale si fa sempre più
forte, per l’aiuto che riceve dal peccato che mi si è accumulato
nella coscienza Paterna infernale. La cosa fa circolo
vizioso pericoloso assai: il peccare istintivo alimenta il
peccato, che a sua volta con la corrente peccaminosa interessata
accorre per fare più forte il peccare istintivo.
Un circolo vizioso da spezzare. Come si fa a spezzarlo?

Devo agire sul peccare istintivo o devo agire sul peccato?
Il peccare istintivo non posso impedirlo, e l’avrò sempre;
succede sempre ai tocchi necessari che mi danno sempre
sentire, agire e acconsentire. Debbo agire soprattutto sul
peccato, e la mia azione si chiama: sciogliere il peccato.
Siamo arrivati al peccato con una serie di passaggi. La
persona con tutto quello che fa diventa. La persona fa
amandosi e odiando. Diventa convinta di amore di odio,
con una coscienza. Gliela fa su l’Agente della morte, col
flusso continuo del fare istintivo di amore di odio. Diventa
con una coscienza Pneumatica infernale. Siccome si compone
di morte viva dell’amore che io ho vissuto, l’ho chiamata
coscienza sostanziata. E poiché la sua sostanza è la
morte viva dell’amore Paterno l’ho chiamata coscienza
Paterna infernale. E siccome la coscienza Paterna si compone
di amore di odio vissuto l’ho chiamata peccato, bene
distinto dal peccare.
Coscienza Pneumatica. Coscienza sostanziata. Coscienza
Paterna. Peccato. Il peccato non è un sedimento statico,
ma è un accumulo in agitazione. Non è una massa amorfa,
ma è tutta una venatura di correnti tumultuose. Già
abbiamo fatto parola del loro accorrere ad ogni richiamo
di peccare istintivo. Con tanto di cervello e di memoria
elettronica. È una centrale operativa.
1) Il cervello elettronico della centrale: è la razionalità
promossa al rango di guida della massa del peccato.
2) È dotata di una memoria elettronica in cui giace sempre
pronto ad agire il sentire di piacere e di dispiacere
che si è andato accumulando.
3) L’accensione del peccato è data dalle immagini che vi
si sono impresse come su una lastra fotografica. Come le cose, le persone mi hanno toccato dall’esterno,
facendo scattare il meccanismo automatico; così ora le
loro immagini stampate mi toccano dall’interno al farsi
continuo dei loro movimenti che si svolgono, e nella
veglia razionalmente, e nella dormizione confusamente.
Siamo davanti al secondo meccanismo automatico e più
razionale delle immagini che mi saltano su:
1) Il mio venendo delle immagini mi da i ritocchi interni.
2) A ogni ritocco si sveglia il mio sentire, che si fa risentire
del piacere o del dispiacere.
3) Ad ogni risentire il mio riagire.
4) Ad ogni riagire il mio riacconsentire.
5) Ad ogni riaccontentire il mio ripeccare.
Il ripeccare non è tanto della gioventù, quanto della maturità.
Il ripeccare è ripetizione del peccato assommato. È
ripetizione aritmetica o geometrica? Vedremo...

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